12Dicembre2018

GERENZANO DEMOCRATICA

Scegliere nel presente - Ricostruire il futuro

22 Marzo 2012 Scritto da 

Non solo calcio ma…..

Quando si parla di sport, soprattutto in Italia si parla di calcio a undici, calcetto a sette, a cinque trascurando altri sport minori poco pubblicizzati dalla televisione e dietro ai quali non si muovono grossi interessi economici. Tra questi il tennis da tavolo, comunemente detto ping pong che suscita in me nostalgici ricordi giovanili.

Uno stanzone all’oratorio, un tavolo di 274x152,5x76 cm, due racchette ed una pallina (40 mm di diametro ed un peso di 2,7 g). Cominciò così l’avventura del ping pong o con termini più altisonanti tennis da tavolo. Ma si parla di uno sport o di semplice intrattenimento da oratorio finalizzato a migliorare la comunicazione?

Di fatto è tutte e due le cose. Il ping pong è fortemente socializzante, ci si incontra con gli occhi, si guarda la racchetta e l’avversario, si sorride con l’idea di fregarlo alla battuta. Poi si grida contenti quando si è fatto un punto e alla fine si conclude con una stretta di mano, obbligatoria se si desidera comportarsi correttamente.

E quando ti sentivi in forma era una partita dopo l’altra, una vittoria dopo l’altra, fino a che la stanchezza o il senso di correttezza verso chi era in attesa di giocare non ti spingeva a mollare. Quante partite fatte, quante sfide, quanti amici incontrati in quei momenti fatti di fervore, tenerezza, solidarietà. E’ tutto questo il ping pong,

Un’occasione per incontrare persone, per muoversi, per misurare il proprio temperamento, la propria capacità di resistere allo stress, per auto educarsi alla disciplina. Ma queste caratteristiche  non sono solo prerogativa del  ping pong ma dello sport in generale nelle sue diverse facce e modalità. Poi la tecnica si affina, si partecipa ai primi campionati, si conoscono  persone diversi in contesti diversi. Si ricevono i primi riconoscimenti, e allora lo stimolo a migliorare diventa più forte.

Cambiano le tecnologie: si utilizzano tante palline per ogni seduta di allenamento, si prova un colpo all’infinito, dal palleggio veloce di dritto e rovescio, al top spin di dritto e di rovescio. Già il top spin, quel movimento rotatorio che con la racchetta si imprime alla pallina fino a farla schizzare in una direzione imprecisata quando arriva sull’altra metà del tavolo. Palle che sembrano impossibili da prendere ma che l’avversario raccatta a 3 o 4 metri dal tavolo.

Allora si che è spettacolo, anche se la pallina è diventata quasi invisibile. Per questo motivo ne hanno aumentato il diametro , per diminuire la velocità e rendere questo sport più fruibile agli spettatori. Anche le racchette sono cambiate, le gomme sono bicolore e si incollano ad inizio partita per renderle più elastiche e dunque più veloci. Che dire poi delle due diverse impugnature della racchetta? I cinesi usano l’impugnatura monolato e gli europei a due lati.

Qualcuno  pensa che a giocare a ping pong si sudi poco e che non vi è alcun affaticamento muscolare? Si sbaglia di grosso: ricordo che nell’arco di una partita, la cui durata è in media intorno ai 15 minuti, avevo la necessità di effettuare almeno un cambio di maglia perché il sudore prodotto sia per la tensione nervosa che per lo sforzo fisico era ragguardevole.

La potenza impiegata in questo sport è significativa. Ricordo anche gli esercizi di stretching in preparazione  ad uno incontro o quelli fatti al termine dell’incontro. Insomma parliamo di sport  ad intendere con ciò una attività in cui c’è un coinvolgimento fisico e mentale e in cui la sinergia tra i due elementi porta ad una crescita equilibrata della persona.

Avrei  voglia di trovare a Gerenzano uno spazio dove giocare a ping pong, dove incontrare gente che ha voglia di muoversi giocando, scambiare due chiacchiere e migliorare al tempo stesso la coordinazione oculo manuale. 

Si, perché il ping pong fa anche questo, è dimostrato che migliora le prestazioni visive e i riflessi. 

Giuseppe Torre



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